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Recensioni.Poesia.

   
Carver narratore?
Innanzitutto poeta!

di Antonio Spadaro


   Letture n.633 gennaio 2007 - Home Page Raymond Carver,
Orientarsi con le stelle. Tutte le poesie 
(traduzione di Riccardo Duranti),
minimum fax, 2006, pagg. 576, euro 17,50.

Consigliamo al nostro lettore di procurarsi questa raccolta di tutte le poesie di Carver, colui che riteniamo essere uno dei maggiori poeti statunitensi. Egli è più noto per i suoi racconti, da poco raccolti in unico volume nei "Meridiani" Mondadori. Tuttavia se occorresse optare per uno solo dei due grossi volumi non avrei dubbi: sceglierei le poesie.

C’è un movimento nella produzione carveriana, che parte dalla poesia, conduce naturalmente a una prosa secca ed essenziale, si estende in una prosa più lirica ed emozionale, per poi riconfluire in una poesia ricca di umore e di intensità. Carver parte dalla poesia e ritorna alla poesia. A tal punto che egli stesso ha affermato: «Io ho cominciato come poeta e così suppongo che sulla mia tomba dovrei essere molto contento se ci fosse scritto: "Poeta, scrittore di racconti e, occasionalmente, saggista. In quest’ordine"».

Copertina del volume.Ma la svolta poetica non segna mai l’abbandono della narrazione. Le poesie di Carver, infatti, sono racconti in forma di poesia. Il suo falso minimalismo è capacità di alta intuizione e illuminazione a partire da un linguaggio semplicissimo, ordinario, comune, sprezzante di ogni forma di neoavanguardismo. Così la parola quotidiana è tesa al massimo della propria capacità espressiva. L’effetto più evidente è la capacità di generare una sensazione di intensità legata a gesti semplici e parole comuni.

Detto questo, ci lamentiamo con l’editore italiano per il cambio di titolo rispetto all’edizione originale che suona All of us, cioè "Tutti noi", tratto dai seguenti versi: «Tutti noi, tutti, tutti/ cerchiamo di salvare/ le nostre anime immortali». Purtroppo in questo grosso volume non c’è stato spazio per l’originale inglese a fronte. Non entriamo in dettagli tipografici, ma esso ci appare un rinvio imprescindibile.

Infine mancano gli apparati critici dell’edizione americana. Auguriamo successo a questo volume, anzi una fortuna tale che possa aiutare l’editore a prendere coraggio per una edizione bilingue.

Antonio Spadaro

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