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Recensioni.Narrativa straniera.

   
Una "semplice"
storia d’amore

di Orazio Paggi


   Letture n.633 gennaio 2007 - Home Page Vikram Seth,
Due vite 
(traduzione di Stefano Beretta),
Longanesi, 2006, pagg. 530, euro 18,60.

Alla categoria del romanzo-verità, tanto cara a Norman Mailer e a Truman Capote, può ascriversi Due vite, l’ultimo lavoro di Vikram Seth. Le due vite in questione sono quelle del prozio Shanti e di sua moglie, l’ebrea tedesca Henny.

Lo scrittore indiano ricostruisce le loro esistenze in modo minuzioso, utilizzando in prima battuta l’interviste rilasciategli da Shanti dopo la morte della consorte, quindi le innumerevoli lettere scritte dai due, da parenti e da amici. Ne viene fuori un affresco sentimentale e storico al tempo stesso.

Copertina del volume.Shanti conosce Henny nella Berlino degli anni ’30, dove si è recato per studiare odontoiatria, e si innamora della ragazza senza esserne ricambiato. L’avvento del nazismo prima, la guerra dopo provocano la separazione dei due giovani, che si ritroveranno verso la fine del conflitto a Londra. Nel frattempo entrambi sono stati vittime di eventi dolorosi: Shanti ha perso l’avambraccio destro combattendo a Montecassino; Henny ha vissuto dalla lontana Inghilterra lo sterminio della famiglia nei campi di concentramento.

La solitudine, lo sradicamento etnico, le difficoltà quotidiane li portano ad avvicinarsi sempre di più e successivamente a unirsi in matrimonio. Se da una parte Seth segue le pulsioni del cuore dei due protagonisti, dall’altra propone una disincantata riflessione sulla tragicità della storia. Fatti terribili come l’Olocausto e la Seconda guerra mondiale, visitati attraverso gli occhi di Shanti e di Henny, pur partendo da un punto di vista privato finiscono per assumere una valenza universale sulla follia dell’uomo.

Due vite conferma le capacità affabulatrici di Vikram Seth, capace con una narrazione semplice e chiara di trasformare l’esistenza di due persone comuni in un grande romanzo in cui amore e tragedia vanno a braccetto.

Orazio Paggi

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