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Dossier - Caccia al diavolo

La prudenza degli esorcisti:
il demonio c’entra poco
di Annachiara Valle
  

Con il crescere dell’insicurezza sociale, aumenta anche il numero delle persone che si rivolge alla Chiesa per un aiuto contro il maligno. Nella massima parte dei casi, però, si tratta solo di suggestioni, di superstizione o di disagio psichico.
   

Il piccolo padre passionista prende tra le sue le mani della ragazza: «Non temere. Adesso diremo insieme qualche preghiera. 
Può capitare di avere sensazioni strane, di provare una certa inquietudine». Dopo un po’ si allontana. Torna con una bottiglietta d’acqua, la benedice. «Se c’è una vera possessione solo l’esorcista può intervenire», dice a bassa voce, «ma sono casi rarissimi. Per scacciare la paura basta benedire la propria casa, il proprio luogo di lavoro, i propri oggetti aspergendoli con un po’ di acqua santa. Sono i cosiddetti sacramentalia, segni sacri attraverso cui vengono santificate le varie circostanze della vita e con i quali si predispone la persona a ricevere il frutto dei sacramenti». Alla fine fa un segno di croce e si allontana dai banchi.

Sono in molti a venire qui, alla Scala Santa, a Roma, per chiedere protezione, convinti di essere sotto l’effetto di qualche maleficio. 
Il luogo, vicino alla basilica di San Giovanni in Laterano, è molto caro alla devozione popolare. Per 36 anni vi operò padre Candido, uno degli esorcisti più famosi. E ancora oggi i padri passionisti dispensano consigli a quanti, sempre più numerosi, chiedono di essere liberati dal maligno.

Un pastore protestante durante un esorcismo nel carcere di Rio de Janeiro (Brasile).
Un pastore protestante durante un esorcismo nel carcere
di Rio de Janeiro (Brasile - foto AP/V.R. Caivano).

«Non è un fenomeno solo romano», spiega il padre domenicano Moreno Fiori, teologo ed esorcista. «In questi anni è aumentato il numero di persone che ci chiede aiuto. Questo non vuol dire che si stia allargando la presenza del demonio, ma semplicemente che la gente ha più paura di essere colpita da malefici. È molto più predisposta alla suggestione, pensa che se le cose vanno male la responsabilità è di qualcuno che, dall’esterno, influenza la propria vita. In realtà, molto spesso, il demonio non c’entra nulla. Su cento persone che si rivolgono a noi, per un 2% scarso si può realmente parlare di presenza o di influenza del maligno».

Anche le sette sataniche, secondo il domenicano, non hanno nulla a che vedere con Satana: «Si tratta di persone che vogliono riunirsi per consumare droghe, praticare sesso di gruppo, commettere reati. Si dicono satanisti per moda, per cultura. 
L’uomo non ha il potere di evocare il demonio. Può pregarlo, ma non renderlo presente o utilizzarlo. È piuttosto il contrario. È Satana che si serve della cattiveria umana come strumento per fare del male. Il "patto con il diavolo" è letteratura, non realtà».

Il cardinale Jorge Medina Estevez durante la presentazione delle nuove istruzioni vaticane riguardo al rito degli esorcismi.
Il cardinale Jorge Medina Estevez durante la presentazione delle nuove
istruzioni vaticane riguardo al rito degli esorcismi (foto AP/M. Ravagli).

«In ogni caso», interviene il biblista padre Pino Stancari, «bisogna ricordarsi che la salvezza passa attraverso la conversione, non attraverso un po’ di acqua sparsa di qua e di là. Spesso, invece, sembra che le persone sostituiscano il proprio cammino di credenti con riti quasi magici, dimenticando che la fede non ha bisogno di miracoli ma, appunto, di conversione quotidiana. E poi bisogna sempre ricordare che Satana è stato vinto una volta per tutte».

«C’è molta confusione e molta ignoranza», dice ancora padre Fiori. «Quasi sempre le persone si rivolgono a noi come si rivolgerebbero a un mago o a una cartomante. C’è un miscuglio di sacro, di superstizione, di paura. La Chiesa dovrebbe fare un po’ più di chiarezza, ma c’è sempre del timore a parlare di queste cose. 
Dopo gli "anni bui" in cui si vedeva Satana ovunque, adesso regnano imbarazzo e cautela. Ma la verità è che non si dovrebbe né demonizzare tutto, né negare l’esistenza di Satana».

«C’è una certa preoccupazione della Chiesa di fronte alle sempre più numerose richieste di esorcismo», conferma don Manlio Sodi, curatore del volume Tra maleficio, patologie e possessione demoniaca (edizioni Messaggero di Padova). «L’autorità ecclesiastica, infatti, è chiamata in causa da chi si pone su versanti contrapposti: da chi vede il diavolo da tutte le parti, e in ogni situazione negativa della vita, a chi sorride al primo apparire del termine riconducendo tutto il discorso a fantasia o a fenomeni di complessità psichica».

Non si può negare l’esistenza di Satana o il potere degli esorcismi: «A più riprese», scrive sull’argomento Enzo Bianchi, priore di Bose, «Marco narra nel suo Vangelo esorcismi compiuti da Gesù attribuendovi notevole importanza. Essi non costituiscono soltanto un elemento centrale nel ministero pubblico storicamente svolto da Gesù, ma sono eventi escatologici densi di significato teologico e antropologico. Essi parlano direttamente al lettore rivolgendogli un messaggio di ammonimento e di speranza che lo impegna a discernere nella propria vita e nella storia le manifestazioni della potenza di Satana e a irrobustirsi nell’arte della lotta contro l’Avversario con le armi della fede e della preghiera».

Maschera cerimoniale della Mongolia per la "danza dei demoni".
Maschera cerimoniale della Mongolia per la "danza dei demoni"
(foto AP/Asia Society).

Serve, d’altra parte, un’azione pastorale adeguata per non scadere nel miracolistico e nella superstizione. «Occorre», secondo Sodi, «una buona formazione degli esorcisti, che li richiami a una sana prudenza; una pastorale ordinaria condotta in parrocchia che serva sia a illuminare la comunità cristiana circa la vittoria di Cristo e il potere della Chiesa sui demoni, sia per tranquillizzare i fedeli di fronte a certi fenomeni, sia per educare soprattutto i più giovani. Infine c’è bisogno di valorizzare l’omelia domenicale e di dare una maggiore visibilità al ministero dell’esorcista».

«Non dobbiamo dimenticare», conclude don Sodi, «che le statistiche parlano di circa dodici milioni di italiani che ogni anno ricorrono agli operatori dell’occulto, dando vita a un giro più o meno sotterraneo di milioni di euro. Al di là del fatto economico, resta il disorientamento della vita e l’inganno che non portano ad alcun allontanamento del male. Una maggiore visibilità di questo ministero servirebbe anche ad ascoltare i fedeli sempre più bisognosi di qualcuno che si chini sui loro bisogni. Questo non solo per non indurre le persone a ricorrere alle più diverse forme di stregoneria che infestano il nostro tempo, ma per porre in evidenza il ruolo positivo della preghiera, dell’invocazione, dei sacramentali, della partecipazione ai sacramenti come "luogo" di piena vittoria sul demonio».

Una giovane adepta del satanismo "in pellegrinaggio" al Memoriale delle streghe di Salem, nel Massachusetts.
Una giovane adepta del satanismo "in pellegrinaggio" al Memoriale
delle streghe di Salem, nel Massachusetts (foto AP/L. Jackson).

«Il ricorso sempre più massiccio agli operatori dell’occulto è un fenomeno che riguarda tutta l’Italia», sostiene l’esorcista padre Gabriele Amorth. «La magia, le sedute spiritiche, i gruppi satanici si stanno diffondendo. Stiamo vedendo che ovunque si sta registrando un aumento di queste pratiche. È vero che le possessioni vere e proprie, così come le persone "tormentate" da malefici, restano assai limitate, ma questo avvicinarsi in modo disinvolto all’occultismo desta preoccupazione».

Padre Amorth lavora spesso a contatto con medici e psichiatri. «Bisogna infatti saper distinguere», sottolinea, «quando siamo in presenza di presenze diaboliche e quando si tratta di disturbi psichici o di suggestioni e, in questi casi, bisogna essere capaci di indirizzare le persone verso la strada migliore. Così come è importante capire se chi si rivolge a noi lo fa per fede o per superstizione. Ci sono alcune persone che guardano a noi come a esseri con particolari poteri. In questi casi è necessario ricordare che l’esorcista non è uno stregone e che il solo potere che ha gli deriva dal vescovo che gli conferisce l’autorità». Solo un sacerdote autorizzato dal vescovo della diocesi in cui è incardinato può compiere esorcismi. «È necessario che l’esorcista agisca in nome e con l’autorità della Chiesa», sottolinea padre Amorth. «Non si tratta infatti, lo ripeto, di un’azione personale, della lotta del singolo credente, ma è la Chiesa che agisce attraverso il sacerdote».

La distruzione di Babilonia, miniatura dal Commentario di Beatus (Madrid, Biblioteca nazionale).
La distruzione di Babilonia, miniatura dal Commentario di Beatus
(Madrid, Biblioteca nazionale - foto Periodici San Paolo/L. Riva).

Interviene padre Fiori: «Il problema è che non si riesce a parlarne con sufficiente chiarezza e serietà. Da una parte i mass media danno un’immagine sensazionalistica della cosa. E questo induce tante persone semplici all’autosuggestione, alla creduloneria. 
Si lanciano tanti allarmi sul diffondersi delle sette sataniche, senza dire che, quasi sempre, si tratta di persone che si dedicano a certe pratiche quasi per noia. Dall’altra c’è un’impostazione pastorale tesa più al sociologico e allo psicologico che alla mistica e allo spirituale. Quasi mai si affrontano i temi veri: non si parla della cultura di morte che si sta diffondendo, non si va alla radice della depressione che colpisce tante persone. C’è una fascia sempre più larga di popolazione che vive la paura del futuro e che non sa a chi o a che cosa aggrapparsi. È qui che la Chiesa deve essere presente. Questo è il vero problema».

Annachiara Valle
  

E il satanismo prospera nel Lazio

Cinque movimenti satanisti organizzati e un centinaio di aderenti, che raddoppiano nei gruppi di satanismo "privato". Questo uno dei risultati di Esoterismo e satanismo nel Lazio, la ricerca realizzata in collaborazione con la Pontificia Università Urbaniana e diretta da Cecilia Gatto Trocchi, docente di antropologia culturale all’Università La Sapienza di Roma. Dallo studio emerge che il fenomeno dei nuovi culti interessa in larga parte l’Italia e la Regione Lazio in particolare; si osserva «una grande varietà di culti e di appartenenze, con un panorama variegato e complesso». Per ciò che riguarda il satanismo, in Italia sono stati censiti 250 movimenti organizzati e numerosi gruppi non organizzati di satanismo privato.

I luoghi di riunione dei satanisti nel Lazio sono l’Acquedotto Felice, il parco della Caffarella, la pineta di Castelfusano a Roma; necropoli di Verio, pendici dei monti della Tolfa, dintorni dei laghi di Albano, Bracciano, Nemi, Castelgandolfo; Civita di Bagnoregio, il parco del Circeo, Anagni. «I satanisti che compiono riti all’aperto sono per lo più appartenenti al cosiddetto "satanismo privato", poiché i satanisti organizzati prediligono luoghi chiusi di loro proprietà: case private, ville, templi», informa la ricerca.

Secondo Gatto Trocchi, «molti adolescenti, con genitori distratti e assenti, si ornano con la stella a cinque punte, la croce rovesciata, il numero 666, simbolo della grande Bestia dell’Apocalisse, si fanno tatuare i nomi dei diavoli, ascoltano un certo tipo di musica Black Metal che inneggia ai demoni e alle potenze delle tenebre». Ma quali sono i motivi che spingono a entrare in una setta satanica? 
«Per avere privilegi e acquisire dominio sugli altri, mentre taluni elementi erotici fanno parte dei rituali».

Laura Badaracchi

Jesus n. 3 marzo 2005 - Home Page




 



 


   


   

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